Dolomitincontri

Il salotto culturale più in quota delle Dolomiti diventa quello di casa tua.

Nel 1986 nasceva a San Martino di Castrozza la rassegna Incontri con l’autore, che con affetto è stata definita negli anni il salotto culturale delle Pale di San Martino, ospitando da allora ogni estate celebri autori e giornalisti della nostra bella Italia.

Dal 2011 in occasione del suo 25° compleanno la kermesse ha preso il nome di DolomitIncontri in omaggio all’impareggiabile scenario che abbiamo la fortuna di condividere con tutti voi. Le Pale di San Martino, le Dolomiti, sono diventate non solo la splendida cornice della rassegna, ma importanti pagine della stessa: ai consueti e preziosi appuntamenti rivolti alla letteratura e all’attualità, se ne sono aggiunti di nuovi, dedicati innanzitutto alla pura passione per la montagna.
Il salotto di Dolomitncontri ha quindi avuto il piacere e l’onore di ospitare grandi alpinisti come Armando Aste, Fausto De Stefani, Mauro Corona, Erri De Luca e contribuire a dare lustro alla lunga storia alpinistica delle nostre amate Pale di San Martino attraverso le testimonianze dei protagonisti che oggi come ieri le conquistano, le amano e soprattutto le rispettano: le Aquile di San Martino di Castrozza e Primiero, le nostre guide alpine, che con orgoglio e professionalità portano avanti il nobile compito di farvi conoscere e vivere la montagna.

DolomitIncontri vi porta a suo modo in quota e a volte molto più lontano, attraverso la viva voce di ogni straordinario essere umano che l’ha resa ogni edizione più bella e non a caso il salotto culturale delle Pale di San Martino.

Anche nel 2020, e nonostante tutto, la nostra amata rassegna giunta alla sua 34^ edizione, avrà il piacere di accompagnarvi in un viaggio letterario tra intellettuali, autori di spicco, alpinisti ma anche personaggi fuori dagli schemi, attraverso i quali aprire lo sguardo verso la contemporaneità e le nuove sfide che il domani ci riserva. DolomitIncontri vuole essere uno spazio accogliente nel quale passato, presente e futuro si incontrano e si confrontano lasciando sempre aperte le porte al dialogo e il piacere della scoperta.
 
Tutti gli appuntamenti saranno svolti presso la Sala comunale Casa della Montagna alle ore 18.00 (prenotazione obbligatoria c/o ufficio ApT San Martino di Castrozza, tel. 0439 768867) e saranno disponibili contemporaneamente online in diretta streaming sulla nostra pagina Facebook.

11 agosto 2020 - Romana Petri

Romana Petri – “Figlio del lupo” (Mondadori)

Avere una madre come Flora Wellman, stare accanto a una donna che parlava di spiritismo ed era attaccata alla terra, deve pur aver contato qualcosa per diventare “il migliore”. Per diventare Jack London.

Romana Petri ha raccolto una delle sfide più fascinose che una scrittrice poteva intravvedere: quella di raccontare la furia di vivere di un uomo che ha fatto il pugile, il cacciatore di foche, l’agente di assicurazioni, il cercatore d’oro, che ha amato l’ombra azzurra delle foreste e la smagliante solarità dei mari, che ha guardato, ceruleo d’occhi e di pensieri, l’anima dei popoli in lotta e il cuore delle donne. E qui le donne sono il vero motore del racconto: la fragranza piccolo-borghese di Mabel, la concretezza di Bessie, il fascino intellettuale di Anna Strunsky, la determinazione di Charmian, l’insostituibilità della sorella Eliza. Eppure Romana Petri non ha scritto una biografia: Figlio del lupo è un romanzo che srotola il filo di una storia vera, così come è vera la storia dei personaggi che abbiamo amato. E allora ecco sciorinate le vicende di un uomo sospeso fra il rovello ispirato del grande narratore e la voce dispiegata del socialista che vuol parlare, da rivoluzionario, a sette milioni di lavoratori ma non rinuncia a farsi allacciare le scarpe perché non ha tempo da perdere, sospeso fra il gioco dell’amore promesso, vissuto, tradito sempre ad alte temperature e il tormento di un fallimento incombente, malgrado il clangore del mondo e il fuoco alto della fama.

Romana Petri vive a Roma. Tra le sue opere, Ovunque io sia (2008), Ti spiego (2010), Tutta la vita (2011), Le serenate del Ciclone (2015, premio Super Mondello e Mondello Giovani), Il mio cane del Klondike (2017), Pranzi di famiglia (2019, premio The Bridge). Traduttrice e critico, collabora con “Io Donna” e il “Corriere della sera”. È tradotta in Inghilterra, Stati Uniti, Francia, Spagna, Serbia, Olanda, Germania e Portogallo (dove ha lungamente vissuto).


Incontro ad ingresso libero | Max. 25 persone
Info e prenotazioni obbligatorie: Tel. 0439 768867
San Martino di Castrozza, Casa della Montagna, ore 18.00

Streaming live sulla nostra pagina Facebook a partire dalle ore 18.00


19 agosto 2020 - Andrea Bianchi

Andrea Bianchi – “La via del freddo alla felicità” (Vallardi)

Il potere rigenerante del freddo
Come uscire dalla zona di comfort per stare bene all'aperto e con noi stessi

La via del freddo alla felicità ci svela i segreti per trasformare il freddo nell’alleato migliore del nostro benessere, grazie al contatto rigenerante con la parte profonda di noi stessi, sorgente naturale di felicità. Dal Barefoot Morning (il risveglio a piedi nudi) agli esercizi di respirazione, al vestire leggero anche d'inverno, l’innovativo metodo HOT mind che scopriamo con questo libro ci riporta in sintonia con noi stessi e con le forze della Natura. Il metodo HOT mind è accessibile a tutti: bastano semplici pratiche quotidiane per ottenere cinque benefici fondamentali:

-    fare del freddo il nostro alleato per una vita vissuta consapevolmente;
-    cominciare la giornata con energia e vitalità, e mantenerle per tutto il giorno;
-    imparare a praticare attività all’aperto almeno mezz’ora ogni giorno tutto l’anno;
-    rafforzare il nostro corpo e la nostra mente per dire addio alla stanchezza, ai malumori, al sovrappeso e alle malattie;
-    attivare il nostro calore interiore.

Ormai viviamo e camminiamo raramente all’aperto, nella Natura, usciamo sempre meno dai nostri “gusci”: case, uffici, auto; perfino indumenti e calzature diventano sempre più impermeabili, antivento, termici. Ma è la Natura il luogo da cui proveniamo, noi facciamo parte di lei e lei di noi. Ecco perché toglierci le scarpe e camminare su un prato – o immergerci in un torrente, asciugarci al sole e al vento, distenderci sull’erba morbida – ci fa stare bene: perché risveglia in noi una memoria antica, fissata nel profondo, che ci racconta di quando avevamo con la Natura una relazione vitale, di contatto totale. Lungo un viaggio di milioni di anni abbiamo sviluppato facoltà sensoriali sopraffini, resistenza, attenzione, resilienza, e una visione integrata del mondo naturale e del nostro essere. Risvegliare queste facoltà è possibile: spingendoci delicatamente oltre i confini della nostra comfort zone, il freddo può diventare il nostro migliore amico e maestro, attivando le nostre risorse mentali e fisiche inaspettate per rigenerarci e farci ritrovare la parte migliore di noi stessi, nel benessere profondo della Natura. “Senza il freddo, senza le sferzate di vitalità che vi donano le docce fredde e le nuotate all’aperto, non saprete più vivere”.

Andrea Bianchi conduce workshop di camminata scalza un po’ ovunque, dalle Dolomiti alla Via Francigena, ed è il punto di riferimento del barefoot hiking in Italia. Nel 2017 ha fondato “Il silenzio dei passi”, la prima scuola italiana di barefoot hiking, che propone il cammino a piedi nudi come una pratica di benessere psicofisico accessibile a tutti, per riconnettersi alle energie della Terra ma anche per imparare a diventare interiormente leggeri e silenziosi. Il 16 settembre 2018 – a Villa Welsperg, Primiero San Martino di Castrozza, in Trentino – ha realizzato il record della fila indiana più lunga al mondo di persone scalze in montagna, per promuovere un rapporto più rispettoso e consapevole con la Natura. Studioso e praticante di yoga, quando indossa le scarpe è ingegnere e consulente di comunicazione, giornalista, fondatore ed editore del magazine online MountainBlog, uno dei più seguiti siti web sul mondo della montagna e degli sport outdoor. “La via del freddo alla felicità” (Vallardi, 2020),  è il suo ultimo libro. Precedentemente ha pubblicato tre libri sulla filosofia e i benefici del camminare a piedi nudi in Natura: Con la Terra sotto i piedi (2018) per Mondadori, A piedi nudi (2017) e Il silenzio dei passi (2016) entrambi per Ediciclo.


Incontro ad ingresso libero | Max. 25 persone
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21 agosto 2020 - francesco vidotto

Francesco Vidotto – “Il cervo e il bambino” (Minerva)

Questa storia racconta di un cervo ucciso da un cacciatore a caccia con il figlioletto di cinque anni. L’animale era in fin di vita e il bambino abbracciò il suo forte collo. Il cervo vecchio allora parlò all’anima del piccolo, di come nel tempo lungo della sua esistenza aveva imparato a conoscere l’uomo.

Il cervo vecchio chiese al cane cieco: “Ma gli uomini sono tutti adulti?” E il cane cieco rispose: “No, ve ne sono anche di saggi. Li chiamano bambini”.

Francesco Vidotto (classe 1976) è un uomo che ha deciso di essere padrone del proprio tempo, vivendolo in maniera umana, evitando di farsi travolgere dal vortice di impegni e scadenze che privano l’individuo della possibilità di gustare appieno il presente. Guarda le persone diritto negli occhi, stringe la mano con onestà e schiettezza, crede nella parola data. Cresce tra Tai di Cadore e Conegliano, dividendo il tempo tra le sue passioni più grandi: la montagna, lo sport estremo, la musica, la lettura e la scrittura. Conclusa l’esperienza del Liceo si iscrive alla facoltà di Economia e Commercio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia e porta a termine il corso di laurea in quattro anni facendo il pendolare. A metà dell’ultimo anno di università per redigere la tesi entra nella società di revisione di bilancio Deloitte & Touche Spa dove, in seguito, lavorerà fino alla posizione di Senior. Cinque anni più tardi acquista una società di consulenza finanziaria e di gestione d’azienda a Treviso, ne rimane proprietario per quattro anni sviluppandola in maniera molto importante e successivamente la rivende. A partire dal 2010 collabora con il più importante gruppo cartario privato italiano con il ruolo di General Manager. Un bel giorno e qualche anno più tardi, capisce però che la carriera gli mangia la vita e il tempo: decide così di ritornare tra le Dolomiti, nella casa che i nonni gli hanno lasciato e di dedicarsi alle sue storie. Già negli anni del lavoro manageriale era cominciato il suo viaggio nell’editoria. Nel 1995, infatti, i casuali incontri con il regista Pupi Avati e lo scrittore Mauro Corona, lo portano a spedire il breve romanzo Il selvaggio ad alcune case editrici: sarà pubblicato dieci anni dopo dall’editore Carabba con il quale a seguire pubblica Il signore delle cime. Con Minerva pubblica Siro, Zoe, Oceano e Il cervo e il bambino. Nel 2016 lo scrittore Mauro Corona, colpito dalle sue storie, lo mette in contatto con Mondadori con cui pubblica nel 2016 Fabro e nel 2017 Meraviglia.


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25 agosto 2020 - Massimiliano Ossini

Massimiliano Ossini – “Kalipè. Il cammino della semplicità” (RaiLibri)

Il racconto di un “pellegrinaggio” durato un giorno, fatto su un sentiero minore, sconosciuto ai più, una piccola bretella del Cammino Francescano della Marca. Esigenza che nasce da una convinzione: non è il dove si cammina, ma il come. L’incontro con una comunità di frati in un luogo sperduto dell’Appennino, l’abbraccio del bosco, lo sguardo del lupo. Un cammino semplice per affrontare temi complessi, attuali, necessari: la potenza della parola che costruisce, la meraviglia, l’attenzione, l’arte di custodire, l’ascolto per ritrovare la bussola interiore che ci guida nello straordinario mistero dell’istante. In questo secondo libro, Massimiliano Ossini fa più di un viaggio, e lo fa con umiltà, partendo dal poco, da ciò che non fa rumore, per rispondere a una chiamata ad agire, una spinta a non fermarsi, a condividere insieme la visione del mondo che vogliamo e… fare il primo passo.

Massimiliano Ossini, (classe 1978), appassionato di viaggi e di natura, dopo aver studiato Scienze della Comunicazione si affaccia al teatro. Nel 2000, quasi per gioco, prende parte a un provino per Disney Channel e viene scelto tra 1.500 giovani aspiranti, diventando, tra il 2001 e il 2005, il volto del canale. Nel contempo, gli viene affidata la conduzione di Disney Club su Rai 2. In seguito ai forti consensi di pubblico, Rai 1 gli affida la conduzione di Linea Verde. Negli anni a seguire, presenta quiz, prime serate e programmi di divulgazione – tra cui Cose dell’altro Geo, I love Italy, Unomattina Verde, Cronache animali, Unomattina Estate e molti altri – fino agli attuali Linea Bianca, su Rai 1, e Mezzogiorno in famiglia su Rai 2. “Kalipè. Il cammino della semplicità” è il suo secondo libro, che fa seguito a “Kalipè. Lo spirito della montagna” (2018).


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27 agosto 2020 - Enrico Bertolino

Enrico Bertolino – “Le 50 giornate di Milano” (Solferino)

Ha cominciato a far danni nella Settimana della Moda, ha cancellato il Salone del Mobile e il rito dell’apericena: il Coronavirus, flagello globale, sembra uscito dall’incubo di un milanese. E ora che dovremo imparare a conviverci, da Milano può partire qualche considerazione su come ripensare il nostro stile di vita.
Per esempio: lo smart working funziona solo se hai un armadio capiente dove rinchiudere i figli.
Con il proprio coniuge è possibile parlare di persona e non solo a mezzo post-it attaccati sul frigo.
E c’è un limite alla quantità di passeggiate che il cane è disposto a fare in un giorno.
Enrico Bertolino (che resta a casa da tempi non sospetti, non essendosi mai mosso in tutta la vita dal quartiere Isola) racconta strategie, tormenti e risvolti filosofici della quarantena in una esilarante «cronaca virale»: dal decalogo del buon accaparratore da supermercato all’istituzione dello smart-apericena, dai dilemmi del look anticontagio alle crisi d’astinenza da Inter.
Propone ardite soluzioni per ripartire con un nuovo slancio di solidarietà, come l’istituzione di trattorie etniche cinesi-milanesi (specialità: ravioli al vapore all’ossobuco).
E con leggerezza invita alla resistenza civile, ora e in futuro.
Non dimentichiamo le Cinque Giornate: Milano, come in generale l’Italia, ha sempre preso qualcosa di buono dai suoi invasori (dagli austriaci per esempio la cotoletta).
Dal virus potremmo guadagnare un nuovo senso di comunità e di responsabilità gli uni verso gli altri. A parte i soliti pirla, ovvio: quelli resteranno pirla esattamente come prima.

Enrico Bertolino (Milano, 1960), CoCoCo ovvero Comico Conduttore Consulente, dopo anni di banca, consulenza e formazione è approdato alla comicità come sbocco naturale e da allora ha scritto vari libri, condotto alcune trasmissioni tv, recitato con orgoglio nell’ultimo film di Alberto Sordi. Tifa Inter da sempre, il che lo ha reso predisposto alla nostalgia “malincomica”. Il tutto fino a ora: da adesso vedremo dato che, come dicono quelli che ne sanno, “nulla sarà più come prima” per cui anche le note biografiche cambieranno.


Enrico Nocera (Milano, 1976), giornalista e autore televisivo, teatrale e pubblicitario, ha collaborato, tra gli altri, con Enrico Bertolino, Gene Gnocchi, Paola Cortellesi e Rosario Fiorello. È creatore della web series Educazione Cinica, oltre 140 milioni di visualizzazioni tra Facebook, Instagram e YouTube.


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Archivio Dolomitincontri:
Archivio DolomitIncontri 2018 (2018.pdf 1854 Kb)
Archivio DolomitIncontri 2017 (2017.pdf 1467 Kb)
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