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A tutto Canyoning

Dintorni di Primiero - 19/05/2021

Un modo divertente per scoprire le atmosfere selvagge della Val Noana
Tuffarsi in pozze limpide e cristalline, lanciarsi lungo scivoli naturali modellati dall’acqua, addentrarsi in luoghi nascosti altrimenti inaccessibili, tanto spettacolari da far impallidire le grandi cattedrali costruite dall’uomo: il canyoning in Val Noana è un’esperienza entusiasmante ed indimenticabile, da provare in tutta sicurezza in compagnia delle esperte guide alpine della Valle di Primiero! 

Abbiamo così tanto sentito parlare della Val Noana e dei suoi scorci selvaggi che alla fine abbiamo deciso di andare a darci un’occhiata di persona. Questa valle laterale, a due passi da Primiero, è un paradiso per chi è alla ricerca di un’immersione profonda nella natura selvaggia e incontaminata, grazie a percorsi che si addentrano tra boschi secolari, scorci sulle Dolomiti Patrimonio UNESCO e un ponte a funi sospeso che permette di raggiungere facilmente le atmosfere da cartolina dei prati di San Giovanni.

Noi abbiamo deciso di scoprirla attraverso il canyoning, un’esperienza che ci ha lasciato dentro emozioni incredibili e tanta adrenalina! Per vivere questa nostra avventura abbiamo scelto una calda mattinata di agosto, la giornata ideale per trovare un po’di refrigerio nelle fresche acque della Val Noana. Abbiamo raggiunto in auto il paese di Imèr e dopo aver spento il navigatore (strumento utilissimo ma spesso del tutto inaffidabile su queste stradine di montagna…) abbiamo imboccato la strada provinciale 221, che dopo circa 9 chilometri di curve e gallerie, ci ha portato al Rifugio Fonteghi, dove ad attenderci c’erano Renzo e Luca, le nostre guide alpine (o “Aquile”, come le chiamano da queste parti!). Dopo qualche minuto di presentazione abbiamo subito fatto amicizia con il piccolo gruppo di temerari che stava per condividere quest’esperienza con noi: tra loro c’erano anche Alice e Marco, due coraggiosissimi bambini di otto e dieci anni, a riprova di come il canyoning della Val Noana, con l’aiuto di guide esperte, sia davvero un gioco da ragazzi!

Raggiunte le sponde del rio Neva, ci siamo spogliati e siamo rimasti in costume, pronti ad indossare l’attrezzatura messa a disposizione dalle guide, ovvero casco, muta, imbrago e dei calzari per proteggere le nostre scarpe. Un paio di tuffi per prendere confidenza con l’elemento acquatico e poi via, carichi di entusiasmo abbiamo iniziato a scivolare lungo toboga naturali e a lanciarci in pozze cristalline. Ad ogni tuffo l’adrenalina saliva e il timore lasciava spazio all’euforia. Più ci addentravamo nel canyon e più l’ambiente diventava straordinario: la vegetazione rigogliosa ricordava le atmosfere di un film fantasy, mentre alcuni degli ambienti che abbiamo raggiunto ci hanno lasciato veramente senza fiato! 

Carichi come non mai, a suon di tuffi, scivoli e calate con la corda, siamo arrivati alla fine del canyon, prendendoci qualche minuto per osservare da un punto di vista privilegiato il lago della Val Noana, uno specchio color turchese da cui il Primiero ricava energia pulita. Questa visione ci ha dato la carica per la nostra ultima avventura, una breve via ferrata che ci ha permesso di raggiungere il bosco e di tornare al punto di partenza.

Una volta asciutti e cambiati abbiamo deciso di recuperare le energie fermandoci al Rifugio Fonteghi per un ultimo meritatissimo tuffo: quello nella deliziosa cucina primierotta!
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