Le testimonianze di chi visse l’alluvione del ’66, le fotografie dei paesi devastati e il confronto con gli esperti sulle sfide climatiche di oggi. Il 4 e 5 novembre, Primiero e Vanoi ricordano una delle pagine più drammatiche della loro storia con un programma coordinato dalla Comunità di Primiero, tra incontri pubblici, mostre fotografiche diffuse e attività con le scuole. Un anniversario che guarda al presente e al futuro, dalla sicurezza del territorio alla prevenzione del rischio idrogeologico e i mutamenti climatici.
Una serata pubblica introdotta dal presidente della Comunità di Primiero, Bortolo Rattin, e moderata da Graziano Cosner, dell’Ufficio Cultura del Comune di Primiero San Martino di Castrozza.
Ad aprire gli interventi saranno le testimonianze di chi visse in prima persona l’alluvione del 1966: sfollati di Primiero e Vanoi e soccorritori feltrini, tra i quali coloro che contribuirono a ristabilire i collegamenti con la valle isolata attraverso un ponte radio.
Seguirà l’intervento di Mario Cerato, già dirigente del Servizio Bacini montani della Provincia autonoma di Trento, che affronterà il tema Dal disastro del 1966 alla difesa idraulica in Primiero, ripercorrendo l’evoluzione degli interventi di protezione del territorio nei sessant’anni trascorsi dall’alluvione.
Dalla sicurezza idraulica lo sguardo si sposterà ai cambiamenti climatici con Gianni Marigo, dirigente di Arpav, l’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto, che parlerà di Cambiamenti climatici in montagna: cause ed evidenze locali, approfondendo le trasformazioni del clima e le loro manifestazioni sul territorio montano.
A concludere la serata sarà Rebalton66 – Una riflessione sull’alluvione, lettura teatrale di e con Emiliano Oddone, geologo, formatore e divulgatore, fondatore di Dolomiti Project.