Nei boschi con le racchette da neve
Anche i turisti meno sportivi hanno scoperto il piacere delle escursioni d'inverno grazie alle racchette da neve: inventate in Canada in epoche remote, furono utilizzate dai Pellerossa per cacciare, dai nomadi delle zone artiche per spostarsi, dai montanari delle Alpi per raccogliere legna nei boschi o trasportare a valle il fieno.
Le vecchie "craspe" di legno con legacci in corda sono state sostituite da modelli moderni e leggeri, di metallo o plastica, che si allacciano a normali scarponi da montagna. Imparare a usarle è davvero facile, tanto che anche bambini e anziani sono rimasti affascinati da questo sport.
Nella zona di San Martino e Passo Rolle sono molti i percorsi dove le Guide Alpine insegnano a muovere i primi passi con le racchette da neve o conducono i più esperti: dai Piani della Cavallazza ai Laghetti di Colbricon, dalla Val Venegia all'Altopiano delle Pale, dal Lago di Calaita alla Cima Rosetta.
Le Guide Alpine organizzano tutti i giorni escursioni con le racchette da neve nel Parco Naturale, all'interno del programma settimanale "Oltre lo Sci".
Escursione in Val Venegia
Uno degli itinerari più suggestivi per un'escursione
con le racchette da neve è la Val Venegia. Incastonata ai
piedi delle Pale di San Martino (Dolomiti trentine), sovrastata delle
vette del Mulaz e del Cimon della Pala, la Val Venegia è il
fiore all'occhiello del Parco di Paneveggio Pale di San Martino.
Il suo nome è legato a Venezia: all'epoca della Serenissima
i tronchi di questi boschi raggiungevano con un lungo viaggio fluviale
la città dei Dogi.
Boschi secolari, cime maestose con lunghe lingue di ghiaccio, malghe e pascoli lambiti dallo spumeggiante torrente Travignolo: è questa la Val Venegia, uno dei più deliziosi angoli delle Dolomiti, amata dagli escursionisti per gli incomparabili scenari e dai botanici per straordinaria ricchezza floristica legata alla varietà dei substrati litologici.
Si trova ai margini della Foresta di Paneveggio,
una delle più pregevoli
foreste di abete rosso delle Alpi, dove gli alberi raggiungono altezze
ragguardevoli ed il legname una qualità pregevole.
Questi
boschi sono conosciuti anche come Foresta dei
Violini, perchè da
secoli il legno viene utilizzato per la costruzione di strumenti
musicali.
Nell'estate 1998 la Val Venegia è diventata il set di "Mirka", film diretto dall'algerino Rachid Benhadj con Vittorio Storaro autore della fotografia, la scenografia di Gianni Quaranta (entrambi premi Oscar) ed un cast d'eccezione: Gérard Depardieu nei panni del selvatico Strix, l'avvenente Barbora Bobulova, il giovane talento italiano Sergio Rubini e l'affermata attrice inglese Vanessa Redgrave.
La storia è ambientata in Val Venegia, sotto
alle grandiose Pale di San Martino, perchè - come ha spiegato
Storaro - <<è una montagna forte e drammatica come
serviva a noi per raccontare questa storia di dolore e bellezza,
universale>>.
In Val Venegia non ci sono strutture ricettive ma è aperto
il ristoro agrituristico di Malga Venegia (tel. 348.0627886).
Descrizione dell'escursione
L'escursione parte da Passo Rolle, a 9 km da San Martino di Castrozza, raggiungibile in pochi minuti anche con lo skibus gratuito. Dalla partenza della seggiovia Segantini (1950 m) si sale lungo la stradina innevata fino a Baita Segantini (2170 m), al cospetto di uno dei panorami più fotografati delle Dolomiti.
Da qui si
scende in Val Venegia lungo gli innumerevoli tornanti della strada,
in genere ben visibile anche con neve alta. Il percorso diventa pianeggiante
quando si arriva sul Pian della Vezzana e poco dopo appare Malga
Venegiota (1820 m).
Proseguendo lungo la strada si arriva a Malga
Venegia, luogo consigliato per la sosta perchè molto soleggiato.
La malga è aperta anche in inverno e propone un menu con piatti
tipici.
Da Malga Venegia si scende lungo la strada fino ad incrociare
la strada provinciale di Passo Valles in loc. Pian
dei Casoni (1690
m). Da qui si seguono le indicazioni per risalire attraverso il bosco
a Malga Juribello (1868 m) e poi si rientra a Passo Rolle attraverso
i pascoli.
Da Malga Venegia si può anche prendere il sentiero
diretto per Malga Juribello, ma non sempre è ben visibile,
soprattutto dopo grandi nevicate.
Durata dell'escursione: 5/6 ore di cammino
Segnaletica: la neve alta può nascondere la segnaletica dei sentieri ed i cartelli di indicazione. Si raccomanda di procurarsi una cartina e di fare l'escursione accompagnati dalle Guide Alpine
Punti di ristoro: lungo il percorso gli unici punti
di ristoro sono Baita Segantini (tel. 0439.68251, verificarne l'apertura)
e Malga Venegia (tel. 348.0627886).
Difficoltà: l'escursione è mediamente
impegnativa, è necessaria una certa abitudine a camminare
e ad orientarsi in montagna. Si raccomanda di fare l'escursione
accompagnati dalla Guide Alpine o comunque di verificare prima
la situazione di pericolo valanghe.
Cartografia: Pale di San Martino - Fiera di Primiero (Kompass,
foglio 622)
Pale di San Martino (Tabacco, foglio 022)
Parco Naturale Paneveggio - Pale di San Martino (Kompass)
Escursione sull'Altopiano delle Pale
L'Altopiano delle Pale è uno dei luoghi più inconsueti delle Dolomiti, specialmente in inverno. E' un territorio unico e pregevole, tanto che dal 1967 è tutelato come riserva integrale del Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino.
Esso costituisce un ambiente dalle caratteristiche non comuni: è un tavolato di 50 kmq di nuda roccia sospeso ad oltre 2500 metri d'altezza, circondato da alte vette che lo nascondono alla vista. Occorre così arrivare sull'orlo dell'Altopiano stesso – a piedi o con gli impianti di risalita – per ammirare in tutta la sua estensione questo pianoro, che in realtà non è piatto ma costellato di conche, crepe, risalti, doline carsiche.
In inverno l'Altopiano è una distesa immacolata: la coltre di neve raggiunge talvolta anche qualche metro di altezza. Questo luogo è ideale per escursioni con le racchette da neve o con gli sci d'alpinismo: dalla facile ascesa a Cima Rosetta (20 minuti), alla traversata dell'Altopiano fino al Ghiacciaio della Fradusta (vedi itinerario sotto) alla traversata completa fino al Passo Canali con discesa in Val Canali.
L'Altopiano è raggiungibile con la nuova funivia Rosetta: un impianto moderno e veloce con cabine da 40 posti (aperta da dicembre a fine marzo).
Descrizione dell'escursione
L'escursione parte dalla stazione a monte della Funivia Rosetta,
che si raggiunge in pochi minuti dal paese di San Martino di Castrozza
con la cabinovia Colverde e la nuova funivia.
Dalla stazione a monte della funivia (2600 m) si scende al Rifugio
Pedrotti alla Rosetta (chiuso nella stagione invernale) e si segue
quindi il segnavia 709 attraverso i saliscendi dell'Altopiano
fino al Passo Pradidali Basso, alla base del Ghiacciaio della Fradusta.
Da qui è possibile salire all'omonima cima, molto panoramica. Dal Passo Pradidali Basso si rientra alla funivia Rosetta per il medesimo itinerario.
Durata dell'escursione: 5 ore di cammino (7 ore con l'ascesa a Cima Fradusta)
Segnaletica: sull'Altopiano in inverno i cartelli segnaletici sono spesso nascosti dalla neve alta e l'orientamento può essere molto difficoltoso, specie in caso di nebbia. Si raccomanda di fare l'escursione accompagnati dalle Guide Alpine.
Punti di ristoro: gli unici punti di ristoro sono il panoramico
ristorante-self service Quota 2000 al Colverde (tel. 0439 68168)
e lo snack-bar Rosetta presso la stazione a monte della funivia.
Difficoltà: l'escursione è mediamente
impegnativa, è necessaria una certa abitudine a camminare
e ad orientarsi in montagna. Si raccomanda di fare l'escursione
accompagnati dalla Guide Alpine o comunque di verificare prima
la situazione di pericolo valanghe e le previsioni meteo.
Cartografia: Pale di San Martino - Fiera di Primiero (Kompass,
foglio 622)
Pale di San Martino (Tabacco, foglio 022)
Parco Naturale Paneveggio - Pale di San Martino (Kompass)
