Paneveggio - Pale di San Martino
Da trentacinque anni il Parco tutela un ampio
territorio (oltre
190 kmq) caratterizzato da tre distinti ambienti: il gruppo dolomitico
delle Pale di San Martino, la foresta di Paneveggio e parte della
catena porfirica del Lagorai.
La straordinaria diversificazione dei substrati, delle forme
del paesaggio e degli aspetti climatici conferisce al Parco caratteri
di elevata biodiversità e pregio naturalistico.
Le Pale di San Martino
Decine di guglie aguzze, spigoli affilati come
coltelli, torri altissime le cui cime si perdono nel cielo: ecco
le Pale di San Martino,
maestose ed eleganti montagne dolomitiche.
Le
Pale sono antiche scogliere coralline che, una volta emerse, vennero
modellate dagli agenti atmosferici fino a definirne le attuali
forme aguzze e tormentate.
Il nome della roccia, dolomia, è un
omaggio allo scopritore, il marchese Déodat de Dolomieu,
che nel 1788 durante un viaggio nelle Alpi Orientali ne scoprì la
composizione chimica.
Fin dal secolo scorso la loro austera bellezza incuriosì viaggiatori ed alpinisti stranieri. Ma ciò che affascina tutti - da Dino Buzzati fino ai turisti di oggi - è soprattutto l'Altopiano delle Pale, ambiente unico e pregevole tanto che dal 1967 è tutelato come riserva integrale del Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino.
Esso costituisce un ambiente dalle caratteristiche non comuni: è un tavolato di 50 kmq di nuda roccia sospeso ad oltre 2500 metri d'altezza, circondato da alte vette che lo nascondono alla vista. Occorre così arrivare sull'orlo dell'Altopiano stesso – a piedi o con gli impianti di risalita – per ammirare in tutta la sua estensione questo pianoro, che in realtà non è piatto ma costellato di conche, crepe, risalti, doline carsiche.
La Foresta di Paneveggio
Il settore settentrionale del Parco è caratterizzato dalla foresta di Paneveggio, detta anche "Foresta dei violini", i cui 2700 ettari di pecceta costituiscono un'ineguagliabile risorsa ambientale conservata nei secoli attraverso lungimiranti pratiche selvicolturali.
Particolare prodotto di questa foresta è l'abete di risonanza, legno di abete rosso dalle particolari caratteristiche usato per la fabbricazione delle casse acustiche di strumenti musicali ad arco.
Il Lagorai
Caratterizzata da luoghi suggestivi e ancora
selvaggi, la catena
porfirica del Lagorai si contraddistingue da rocce di colore scuro
e numerosi laghetti di alta quota.
La parte del Lagorai ricompreso
nel Parco è molto ampia: dalla zona del Colbricon immediatamente
sopra Passo Rolle, attraverso Cavallazza e Tognola prospicenti San
Martino di Castrozza, si passa agli spazi immensi dei monti che chiudono
la valle del Vanoi.
Per saperne di più:
La Guida: "Un mondo di acque, rocce e foreste: il Parco Naturale di Paneveggio - Pale di San Martino" (Giunti, 1997)
I centri visitatori
Sono cinque piccoli musei naturalistici ed etnografici dove conoscere gli aspetti più significativi del Parco ed approfondire i diversi temi.
"Villa Welsperg: la casa del Parco" in Val Canali
(aperta
tutto l'anno)
Ha spazi espositivi di nuova ed ardita concezione quale la sala degli
acquari, la xiloteca (biblioteca del legno e degli alberi) la litoteca
(raccolta di libri di pietra) e un bell'erbario sugli arbusti a bacca,
la fruticoteca.
Nel grande giardino: un piccolo stagno, l'angolo
con antiche varietà di rose profumate, l'orto delle piante
officinali, il simpatico giardino-labirinto.
Inoltre: il laboratorio per le attività didattiche, la vecchia stalla riutilizzata come sede espositiva per mostre temporanee ed una sala per incontri e convegni nel vecchio fienile.
"Terra Foresta" a Paneveggio
(aperto
in inverno solo al martedì e venerdì)
Completamente rinnovato, porta il nome curioso ed affascinante di "Terra
Foresta": racconta la foresta e le sue molteplici funzioni.
Poco lontano un grande recinto ospita diversi
cervi ed un sentiero
conduce nel bosco e ad un ardito ponticello sospeso sulla forra del
Travignolo.
Siamo all'interno della "Foresta dei violini",
ove cresce il pregiato abete rosso di risonanza utilizzato per la
costruzione delle casse acustiche di strumenti musicali.
Il Centro di San Martino di Castrozza
(aperto
solo in estate)
Approfondisce l'aspetto geologico del Parco: un plastico illustra
l'Altopiano delle Pale ed alcune gigantografie
interattive raccontano le particolarità degli ambienti d'alta quota
ed i siti archeologici del Colbricon.
All'esterno un piccolo
giardino roccioso con le specie floristiche locali ed un laghetto
con un bunker che ne consente l'osservazione subacquea.
"Le porte del Sentiero Etnografico" nella Valle del Vanoi
(aperti solo in estate)
I tre centri di Caoria (in paese), Pra' de Madègo e
Pradi de Tognola (in quota), presentano il Sentiero Etnografico del
Vanoi, un insieme di percorsi che collegano il
fondovalle con Malga
Vesnòta (1879m) passando per Valsorda e Valzanca, in un ambiente
un tempo intensamente vissuto, ma oggi in gran parte abbandonato
dall'uomo.
I dati e le date del Parco
- Il Parco viene istituito nel 1967 dalla Provincia Autonoma di
Trento. La sua superficie coincide inizialmente con quella dell'area
demaniale, delle zone di pascolo e del gruppo dolomitico delle
Pale di San Martino.
Nel 1987 ne vengono ampliati i confini, tanto che oggi la superficie complessiva è di 19.711 ettari (oltre 190 kmq). - Il 35% della superficie è adibito a Riserva integrale, il 56% a Riserva guidata ed il restante 9% a Riserva controllata.
- La Legge Provinciale n. 18/88 istituisce l'Ente Parco 'Paneveggio-Pale di San Martino' con i compiti di gestione del territorio. Nel 1995 vengono adottati il Piano di Parco ed il Piano Faunistico.
- Negli anni il Parco ha gettato le basi per la promozione e lo studio del territorio, ma soprattutto per la diffusione della cultura naturalistica tra la popolazione locale ed i visitatori
L'ambiente naturale
Il Parco è essenzialmente caratterizzato da 3 distinte unità geografiche e paesaggistiche:
- il settore settentrionale con la foresta di Paneveggio, i cui 2700 ettari di pecceta costituiscono un'ineguagliabile risorsa ambientale conservata nel secoli attraverso lungimiranti pratiche selvicolturali. Particolare prodotto di questa foresta è l'abete di risonanza, legno di abete rosso dalle particolari caratteristiche usato per la fabbricazione delle casse acustiche di strumenti musicali ad arco.
- il settore sud-orientale contraddistinto dal gruppo dolomitico delle Pale di San Martino con l'ampio Altopiano (50 kmq) delimitato da alte cime e guglie;
- il settore sud-occidentale con parte della catena porfirica del Lagorai e i vasti boschi della Valle del Vanoi.
Le diverse zone
La straordinaria diversificazione dei substrati, delle forme del paesaggio e degli aspetti climatici predispone questo territorio ad ospitare un'altrettanto varia comunità biologica che conferisce al Parco caratteri di elevata biodiversità e pregio naturalistico. Il territorio del Parco è stato diviso in 3 tipi di zone:- zone di riserva integrale dove l'ambiente deve essere conservato nella totalità dei suoi attributi naturali: sono consentiti solo gli interventi necessari per lo sviluppo della ricerca scientifica e l'utilizzo a fini didattico-educativi e per l'escursionismo alpino.
- zone di riserva guidata, coincidenti con le malghe, i pascoli alpini e tutta la zona forestale di produzione: accanto allo svolgimento delle attività silvo-pastorali è consentita la fruizione da parte dei visitatori.
- zone di riserva controllata, corrispondenti alle zone maggiormente antropizzate: sono consentite le attrezzature di servizio, sia ricettive che di trasporto per l'utilizzazione turistico-ricreativa.
- zone di riserva speciale individuate in aree con emergenze specifiche che vengono sottoposte a particolare tutela (es. siti di nidificazione delle aquile).
