Decine di guglie, di spigoli affilati come coltelli, di superbe cattedrali di pietra, di torri altissime le cui cime si perdono nel cielo: ecco le Pale di San Martino, maestose ed eleganti montagne di corallo.
La storia geologica delle Pale di San Martino inizia circa 300 milioni
di anni fa. In un mare tranquillo e poco profondo enormi colonie
di coralli si moltiplicarono fino a costruire scogliere di oltre
mille metri di altezza.
Dopo l'emersione, queste barriere coralline furono modellate dagli
agenti atmosferici fino a definire le forme aguzze e tormentate che
oggi caratterizzano il panorama.
Il nome 'dolomia' (quella delle Pale è per la precisione
Dolomia dello Sciliar) è un omaggio allo scopritore, il marchese Déodat
de Dolomieu, che nel 1788 durante un viaggio nelle nostre
montagne ne scoprì la composizione (carbonato doppio di calcio e
magnesio).
Fin dal secolo scorso la loro austera bellezza incuriosì viaggiatori
ed alpinisti stranieri.
I loro diari descrivono le nostre montagne <<... così terrificanti
che sembra debbano spalancarsi da un momento all'altro e far precipitare
l'intera massa delle rocce... Credo di poter dubitare che
perfino nelle Ande sia raro trovarsi di fronte ad una scena così straordinaria
e primordiale... >> (Amelia Edwards, 1872).
Ma ciò che affascina tutti - dai viaggiatori ottocenteschi a Dino Buzzati fino ai turisti di oggi - è soprattutto l'Altopiano: quel luogo lunare, misterioso tavolato di pietra sospeso ad oltre 2000 metri d'altezza, cinquanta kmq di nuda roccia tormentati come l'oceano in tempesta, feriti da profondi crepacci di cui non si scorge la fine.
