Il Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino
Da molti anni il Parco tutela un ampio territorio (oltre 190 kmq) caratterizzato da tre distinti ambienti: il gruppo dolomitico delle Pale di San Martino, la foresta di Paneveggio e parte della catena porfirica del Lagorai. La straordinaria diversificazione dei substrati, delle forme del paesaggio e degli aspetti climatici conferisce al Parco caratteri di elevata biodiversità e pregio naturalistico.
Le Pale di San Martino
Decine di guglie aguzze, spigoli affilati come coltelli, torri altissime le cui cime si perdono nel cielo: ecco le Pale di San Martino, maestose ed eleganti montagne
dolomitiche. Le Pale sono antiche scogliere coralline che, una volta
emerse, vennero modellate dagli agenti atmosferici fino a definirne le
attuali forme aguzze e tormentate.
Il nome della roccia, dolomia, è
un omaggio allo scopritore, il marchese Déodat de Dolomieu, che nel
1788 durante un viaggio nelle Alpi Orientali ne scoprì la composizione
chimica. Fin dal secolo scorso la loro austera bellezza
incuriosì viaggiatori ed alpinisti stranieri. Ma ciò che affascina
tutti - da Dino Buzzati fino ai turisti di oggi - è soprattutto
l'Altopiano delle Pale, ambiente unico e pregevole tanto che dal 1967 è
tutelato come riserva integrale del Parco Naturale Paneveggio – Pale di
San Martino. Esso costituisce un ambiente dalle caratteristiche non comuni:
è un tavolato di 50 kmq di nuda roccia sospeso ad oltre 2500 metri
d'altezza, circondato da alte vette che lo nascondono alla vista.
Occorre così arrivare sull'orlo dell'Altopiano stesso – a piedi o con
gli impianti di risalita – per ammirare in tutta la sua estensione
questo pianoro, che in realtà non è piatto ma costellato di conche,
crepe, risalti, doline carsiche.
La Foresta di Paneveggio
Il settore settentrionale del Parco è caratterizzato dalla foresta di Paneveggio, detta anche "Foresta dei violini",
i cui 2.700 ettari di pecceta costituiscono un'ineguagliabile risorsa
ambientale conservata nei secoli attraverso lungimiranti pratiche
selvicolturali. Particolare prodotto di questa foresta è l'abete di risonanza,
legno di abete rosso dalle particolari caratteristiche usato per la
fabbricazione delle casse acustiche di strumenti musicali ad arco.
Il Lagorai
Caratterizzata da luoghi suggestivi e ancora selvaggi,
la catena porfirica del Lagorai si contraddistingue da rocce di colore
scuro e numerosi laghetti di alta quota. La parte del Lagorai
ricompreso nel Parco è molto ampia: dalla zona del Colbricon
immediatamente sopra Passo Rolle, attraverso Cavallazza e Tognola
prospicenti San Martino di Castrozza, si passa agli spazi immensi dei
monti che chiudono la valle del Vanoi.
Le diverse zone
La straordinaria diversificazione dei substrati, delle forme del
paesaggio e degli aspetti climatici predispone questo territorio ad
ospitare un altrettanto varia comunità biologica che conferisce al
Parco caratteri di
elevata biodiversità e pregio naturalistico. Il territorio del Parco è stato diviso in 4 tipi di zone:
- zone di riserva integrale,
dove l'ambiente deve essere conservato nella totalità dei suoi
attributi naturali: sono consentiti solo gli interventi necessari per
lo sviluppo della ricerca scientifica e l'utilizzo a fini
didattico-educativi e per l'escursionismo alpino.
- zone di riserva guidata,
coincidenti con le malghe, i pascoli alpini e tutta la zona forestale
di produzione: accanto allo svolgimento delle attività silvo-pastorali
è consentita la fruizione da parte dei visitatori.
- zone di riserva controllata,
corrispondenti alle zone maggiormente antropizzate: sono consentite le
attrezzature di servizio, sia ricettive che di trasporto per
l'utilizzazione turistico-ricreativa.
- zone di riserva speciale,
individuate in aree con emergenze specifiche che vengono sottoposte a
particolare tutela (es. siti di nidificazione delle aquile).
I centri visitatori
Sono piccoli musei naturalistici ed etnografici dove conoscere gli aspetti più significativi del Parco ed approfondire i diversi temi.
Villa Welsperg: la casa del Parco in Val Canali
Ha spazi espositivi di nuova ed ardita concezione quale la sala degli acquari, la xiloteca (biblioteca del legno e degli alberi) la litoteca (raccolta di libri di pietra) e un bell'erbario sugli arbusti a bacca, la fruticoteca.
Nel grande giardino: un piccolo stagno, l'angolo con antiche varietà di
rose profumate, l'orto delle piante officinali, il simpatico
giardino-labirinto. Inoltre: il laboratorio per le attività didattiche,
la vecchia stalla riutilizzata come sede espositiva per mostre temporanee ed una sala per incontri e convegni nel vecchio fienile.
Terra Foresta a Paneveggio
Completamente rinnovato, porta il nome curioso ed affascinante di
"Terra Foresta": racconta la foresta e le sue molteplici funzioni. Poco
lontano un grande recinto ospita diversi cervi ed un
sentiero conduce nel bosco e ad un ardito ponticello sospeso sulla
forra del Travignolo. Siamo all'interno della "Foresta dei violini",
ove cresce il pregiato abete rosso di risonanza utilizzato per la
costruzione delle casse acustiche di strumenti musicali.
Collegamento da Primiero e San Martino di Castrozza con autobus di linea (giorni feriali)
Il centro di San Martino di Castrozza
Aperto solo in estate
Approfondisce l'aspetto geologico del Parco: un plastico illustra l'Altopiano delle Pale ed alcune gigantografie interattive raccontano le particolarità degli ambienti d'alta quota ed i siti archeologici del Colbricon.
All'esterno un piccolo giardino roccioso con le specie floristiche locali ed un laghetto con un bunker che ne consente l'osservazione subacquea.
Casa del Sentiero Etnografico a Caoria
Nella Valle del Vanoi, a Caoria.
Punto informativo sui percorsi del Sentiero Etnografico, sul Parco Paneveggio Pale di San Martino e sull'Ecomuseo del Vanoi. Con la mostra temporanea "Botìro/Burro. Luoghi, saperi, profumi e sapori".
I tre centri di Caoria (in
paese), Pra' de Madègo e Pradi de Tognola (in quota), presentano il
Sentiero Etnografico del Vanoi, un insieme di percorsi che collegano il fondovalle
con Malga Vesnòta (1879m) passando per Valsorda e Valzanca, in un
ambiente un tempo intensamente vissuto, ma oggi in gran parte
abbandonato dall'uomo.
Casa dell'Ecomuseo del Vanoi a Canal San Bovo
Nella Valle del Vanoi, a Canal San Bovo.
Punto informativo sulle attività e sulla missione dell'Ecomuseo del Vanoi, con allestimenti dedicati ai sette temi dell'Ecomuseo, la Sala dell'acqua e delle Narrazioni. Inoltre le mostre temporanee "Camminare lungo l'acqua" e "Fotografi e Fotografie. Storie di persone e paesaggi nella Valle del Vanoi nel '900".
I dati e le date del Parco:
- Scopo del Parco Paneveggio-Pale di San Martino: la tutela delle caratteristiche naturali e ambientali, la promozione dello studio scientifico e l'uso sociale dei beni ambientali.
- Anno di istituzione: 1967.
- Riferimento di legge: adozione del primo Piano urbanistico provinciale (P.U.P.).
- Estensione iniziale: 15.704 ettari.
- Anno di ampliamento: 1987.
- Riferimento di legge: prima revisione del P.U.P. e adozione del nuovo P.U.P.
- Superficie aggiunta: 4.007 ettari.
- Estensione complessiva attuale: 19.710 ettari.
- Principale legge per il Parco: legge provinciale del 6 maggio 1988 numero 18 "Ordinamento dei Parchi Naturali".
- Gestore: Ente Parco Naturale "Paneveggio - Pale di San Martino", che ha personalità giuridica autonoma. Opera dal 1990.
- Strumenti di gestione: Piano del Parco (approvato in via definitiva nel 1995) e Piano faunistico (adottato nel 1996).