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Imparare ad usare le racchette da neve o craspe, è davvero semplice e alla portata di tutti. Si allacciano a normali scarpe da montagna e sono reperibili in qualsiasi noleggio sci.
Un’attività leggera che permette anche a chi non è particolarmente sportivo di vivere da vicino la montagna invernale, scoprendo piacevoli itinerari che si snodano nella quiete di boschi innevati del Parco Naturale, pianori soleggiati e suggestivi scorci sulle Pale.
Da San Martino di Castrozza e Passo Rolle alla Val Venegia, dai dintorni di Primiero alla Val Canali e Valle del Vanoi, le Guide Alpine organizzano escursioni sia per neofiti sia per esperti, fornendo altresì compresa nel prezzo l’attrezzatura.
Scopri nel programma Oltre lo sci le escursioni quotidiane con craspe, organizzate dalle Guide Alpine!
Uno degli itinerari più suggestivi per un'escursione con le
racchette da neve è la Val Venegia. Incastonata ai piedi delle Pale di
San Martino (Dolomiti trentine), sovrastata delle vette del Mulaz e del
Cimon della Pala, la Val Venegia è il fiore all'occhiello del Parco di
Paneveggio Pale di San Martino.
ll suo nome è legato a Venezia: all'epoca della Serenissima i tronchi di questi boschi raggiungevano con un lungo viaggio fluviale la città dei Dogi.
Boschi secolari, cime maestose con lunghe lingue di ghiaccio, malghe e pascoli lambiti dallo spumeggiante torrente Travignolo:
è questa la Val Venegia, uno dei più deliziosi angoli delle Dolomiti,
amata dagli escursionisti per gli incomparabili scenari e dai botanici
per straordinaria ricchezza floristica legata alla varietà dei
substrati litologici.
Si trova ai margini della Foresta di
Paneveggio, una delle più pregevoli foreste di abete rosso delle Alpi,
dove gli alberi raggiungono altezze ragguardevoli ed il legname una
qualità pregevole.
Questi boschi sono conosciuti anche come Foresta dei Violini, perchè da secoli il legno viene utilizzato per la costruzione di strumenti musicali.
Nell'estate 1998 la Val Venegia è diventata il set di "Mirka",
film diretto dall'algerino Rachid Benhadj con Vittorio Storaro autore
della fotografia, la scenografia di Gianni Quaranta (entrambi premi
Oscar) ed un cast d'eccezione: Gérard Depardieu nei panni del
selvatico Strix, l'avvenente Barbora Bobulova, il giovane talento
italiano Sergio Rubini e l'affermata attrice inglese Vanessa Redgrave.
La storia è ambientata in Val Venegia, sotto alle grandiose Pale di San Martino, perchè - come ha spiegato Storaro - <<è una montagna forte e drammatica come serviva a noi per raccontare questa storia di dolore e bellezza, universale>>.
In Val Venegia non ci sono strutture ricettive ma è aperto il ristoro agrituristico di Malga Venegia (tel. 348.0627886).
L'escursione
parte da Passo Rolle, a 9 km da San Martino di Castrozza, raggiungibile
in pochi minuti anche con lo skibus gratuito. Dalla partenza della
seggiovia Segantini (1950 m) si sale lungo la stradina innevata fino a Baita Segantini (2170 m), al cospetto di uno dei panorami più fotografati delle Dolomiti.
Da
qui si scende in Val Venegia lungo gli innumerevoli tornanti della
strada, in genere ben visibile anche con neve alta. Il percorso diventa
pianeggiante quando si arriva sul Pian della Vezzana e poco dopo appare
Malga Venegiota (1820 m).
Proseguendo lungo la strada si arriva a Malga Venegia,
luogo consigliato per la sosta perchè molto soleggiato. La malga è
aperta anche in inverno e propone un menu con piatti tipici.
Da Malga Venegia si scende lungo la strada fino ad incrociare la strada provinciale di Passo Valles in loc. Pian dei Casoni (1690 m). Da qui si seguono le indicazioni per risalire attraverso il bosco a Malga Juribello (1868 m) e poi si rientra a Passo Rolle attraverso i pascoli.
Da Malga Venegia si può anche prendere il sentiero diretto per Malga
Juribello, ma non sempre è ben visibile, soprattutto dopo grandi
nevicate.
Durata dell'escursione: 5/6 ore di cammino
Segnaletica:
la neve alta può nascondere la segnaletica dei sentieri ed i cartelli
di indicazione. Si raccomanda di procurarsi una cartina e di fare
l'escursione accompagnati dalle Guide Alpine
Punti di ristoro:
lungo il percorso gli unici punti di ristoro sono Baita Segantini (tel.
0439.68251, verificarne l'apertura) e Malga Venegia (tel. 348.0627886).
Difficoltà:
l'escursione è mediamente impegnativa, è necessaria una certa abitudine
a camminare e ad orientarsi in montagna. Si raccomanda di fare
l'escursione accompagnati dalla Guide Alpine o comunque di verificare
prima la situazione di pericolo valanghe.
Cartografia: Pale di San Martino - Fiera di Primiero (Kompass, foglio 622)
Pale di San Martino (Tabacco, foglio 022)
Parco Naturale Paneveggio - Pale di San Martino (Kompass)
L'Altopiano delle Pale è uno dei luoghi più inconsueti delle Dolomiti, specialmente in inverno. E' un territorio unico e pregevole, tanto che dal 1967 è tutelato come riserva integrale del Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino.
Esso costituisce un ambiente dalle caratteristiche non comuni: è un tavolato di 50 kmq di nuda roccia
sospeso ad oltre 2500 metri d'altezza, circondato da alte vette che lo
nascondono alla vista. Occorre così arrivare sull'orlo dell'Altopiano
stesso – a piedi o con gli impianti di risalita – per ammirare in tutta
la sua estensione questo pianoro, che in realtà non è piatto ma
costellato di conche, crepe, risalti, doline carsiche.
In inverno l'Altopiano è una distesa immacolata:
la coltre di neve raggiunge talvolta anche qualche metro di altezza.
Questo luogo è ideale per escursioni con le racchette da neve o con gli
sci d'alpinismo: dalla facile ascesa a Cima Rosetta (20 minuti), alla
traversata dell'Altopiano fino al Ghiacciaio della Fradusta (vedi
itinerario sotto) alla traversata completa fino al Passo Canali con
discesa in Val Canali.
L'Altopiano è raggiungibile con la nuova funivia Rosetta: un impianto moderno e veloce con cabine da 40 posti (aperta da dicembre a fine marzo).
L'escursione
parte dalla stazione a monte della Funivia Rosetta, che si raggiunge in
pochi minuti dal paese di San Martino di Castrozza con la cabinovia
Colverde e la nuova funivia.
Dalla stazione a monte della funivia (2600 m) si scende al Rifugio Pedrotti alla Rosetta
(chiuso nella stagione invernale) e si segue quindi il segnavia 709
attraverso i saliscendi dell'Altopiano fino al Passo Pradidali Basso,
alla base del Ghiacciaio della Fradusta. Da qui è possibile
salire all'omonima cima, molto panoramica. Dal Passo Pradidali Basso si
rientra alla funivia Rosetta per il medesimo itinerario.
Durata dell'escursione: 5 ore di cammino (7 ore con l'ascesa a Cima Fradusta)
Segnaletica:
sull'Altopiano in inverno i cartelli segnaletici sono spesso nascosti
dalla neve alta e l'orientamento può essere molto difficoltoso, specie
in caso di nebbia. Si raccomanda di fare l'escursione accompagnati
dalle Guide Alpine.
Punti di ristoro: gli unici
punti di ristoro sono il panoramico ristorante-self service Quota 2000
al Colverde (tel. 0439 68168) e lo snack-bar Rosetta presso la stazione
a monte della funivia.
Difficoltà:
l'escursione è mediamente impegnativa, è necessaria una certa abitudine
a camminare e ad orientarsi in montagna. Si raccomanda di fare
l'escursione accompagnati dalla Guide Alpine o comunque di verificare
prima la situazione di pericolo valanghe e le previsioni meteo.
Cartografia: Pale di San Martino - Fiera di Primiero (Kompass, foglio 622)
Pale di San Martino (Tabacco, foglio 022)
Parco Naturale Paneveggio - Pale di San Martino (Kompass)