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Trentino

Escursioni con le "craspe"

Nei boschi con le racchette da neve

Anche i turisti meno sportivi hanno scoperto il piacere delle escursioni d'inverno grazie alle racchette da neve: inventate in Canada in epoche remote, furono utilizzate dai Pellerossa per cacciare, dai nomadi delle zone artiche per spostarsi, dai montanari delle Alpi per raccogliere legna nei boschi o trasportare a valle il fieno.

Le vecchie "craspe" di legno con legacci in corda sono state sostituite da modelli moderni e leggeri, di metallo o plastica, che si allacciano a normali scarponi da montagna. Imparare a usarle è davvero facile, tanto che anche bambini e anziani sono rimasti affascinati da questo sport.

Nella zona di San Martino e Passo Rolle sono molti i percorsi dove le Guide Alpine insegnano a muovere i primi passi con le racchette da neve o conducono i più esperti: dai Piani della Cavallazza ai Laghetti di Colbricon, dalla Val Venegia all'Altopiano delle Pale, dal Lago di Calaita alla Cima Rosetta.

Le Guide Alpine organizzano tutti i giorni escursioni con le racchette da neve nel Parco Naturale, all'interno del programma settimanale "Oltre lo Sci".

Informazioni su itinerari: Ufficio Guide Alpine c/o ufficio turistico San Martino di Castrozza dalle 17.00 alle 19.00. Tel. 0439.768795

Escursioni consigliate:


Escursione in Val Venegia

Uno degli itinerari più suggestivi per un'escursione con le racchette da neve è la Val Venegia. Incastonata ai piedi delle Pale di San Martino (Dolomiti trentine), sovrastata delle vette del Mulaz e del Cimon della Pala, la Val Venegia è il fiore all'occhiello del Parco di Paneveggio Pale di San Martino.

ll suo nome è legato a Venezia: all'epoca della Serenissima i tronchi di questi boschi raggiungevano con un lungo viaggio fluviale la città dei Dogi.

Boschi secolari, cime maestose con lunghe lingue di ghiaccio, malghe e pascoli lambiti dallo spumeggiante torrente Travignolo: è questa la Val Venegia, uno dei più deliziosi angoli delle Dolomiti, amata dagli escursionisti per gli incomparabili scenari e dai botanici per straordinaria ricchezza floristica legata alla varietà dei substrati litologici.

Si trova ai margini della Foresta di Paneveggio, una delle più pregevoli foreste di abete rosso delle Alpi, dove gli alberi raggiungono altezze ragguardevoli ed il legname una qualità pregevole.
Questi boschi sono conosciuti anche come Foresta dei Violini, perchè da secoli il legno viene utilizzato per la costruzione di strumenti musicali.

Nell'estate 1998 la Val Venegia è diventata il set di "Mirka", film diretto dall'algerino Rachid Benhadj con Vittorio Storaro autore della fotografia, la scenografia di Gianni Quaranta (entrambi premi Oscar) ed un cast d'eccezione: Gérard Depardieu nei panni del selvatico Strix, l'avvenente Barbora Bobulova, il giovane talento italiano Sergio Rubini e l'affermata attrice inglese Vanessa Redgrave.

La storia è ambientata in Val Venegia, sotto alle grandiose Pale di San Martino, perchè - come ha spiegato Storaro - <<è una montagna forte e drammatica come serviva a noi per raccontare questa storia di dolore e bellezza, universale>>.
In Val Venegia non ci sono strutture ricettive ma è aperto il ristoro agrituristico di Malga Venegia (tel. 348.0627886).

Descrizione dell'escursione

L'escursione parte da Passo Rolle, a 9 km da San Martino di Castrozza, raggiungibile in pochi minuti anche con lo skibus gratuito. Dalla partenza della seggiovia Segantini (1950 m) si sale lungo la stradina innevata fino a Baita Segantini (2170 m), al cospetto di uno dei panorami più fotografati delle Dolomiti.

Da qui si scende in Val Venegia lungo gli innumerevoli tornanti della strada, in genere ben visibile anche con neve alta. Il percorso diventa pianeggiante quando si arriva sul Pian della Vezzana e poco dopo appare Malga Venegiota (1820 m).
Proseguendo lungo la strada si arriva a Malga Venegia, luogo consigliato per la sosta perchè molto soleggiato. La malga è aperta anche in inverno e propone un menu con piatti tipici.

Da Malga Venegia si scende lungo la strada fino ad incrociare la strada provinciale di Passo Valles in loc. Pian dei Casoni (1690 m). Da qui si seguono le indicazioni per risalire attraverso il bosco a Malga Juribello (1868 m) e poi si rientra a Passo Rolle attraverso i pascoli.
Da Malga Venegia si può anche prendere il sentiero diretto per Malga Juribello, ma non sempre è ben visibile, soprattutto dopo grandi nevicate.

Durata dell'escursione: 5/6 ore di cammino

Segnaletica: la neve alta può nascondere la segnaletica dei sentieri ed i cartelli di indicazione. Si raccomanda di procurarsi una cartina e di fare l'escursione accompagnati dalle Guide Alpine

Punti di ristoro: lungo il percorso gli unici punti di ristoro sono Baita Segantini (tel. 0439.68251, verificarne l'apertura) e Malga Venegia (tel. 348.0627886).

Difficoltà: l'escursione è mediamente impegnativa, è necessaria una certa abitudine a camminare e ad orientarsi in montagna. Si raccomanda di fare l'escursione accompagnati dalla Guide Alpine o comunque di verificare prima la situazione di pericolo valanghe.

Cartografia: Pale di San Martino - Fiera di Primiero (Kompass, foglio 622)
Pale di San Martino (Tabacco, foglio 022)
Parco Naturale Paneveggio - Pale di San Martino (Kompass)


Escursione sull'Altopiano delle Pale

L'Altopiano delle Pale è uno dei luoghi più inconsueti delle Dolomiti, specialmente in inverno. E' un territorio unico e pregevole, tanto che dal 1967 è tutelato come riserva integrale del Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino.

Esso costituisce un ambiente dalle caratteristiche non comuni: è un tavolato di 50 kmq di nuda roccia sospeso ad oltre 2500 metri d'altezza, circondato da alte vette che lo nascondono alla vista. Occorre così arrivare sull'orlo dell'Altopiano stesso – a piedi o con gli impianti di risalita – per ammirare in tutta la sua estensione questo pianoro, che in realtà non è piatto ma costellato di conche, crepe, risalti, doline carsiche.

In inverno l'Altopiano è una distesa immacolata: la coltre di neve raggiunge talvolta anche qualche metro di altezza. Questo luogo è ideale per escursioni con le racchette da neve o con gli sci d'alpinismo: dalla facile ascesa a Cima Rosetta (20 minuti), alla traversata dell'Altopiano fino al Ghiacciaio della Fradusta (vedi itinerario sotto) alla traversata completa fino al Passo Canali con discesa in Val Canali.

L'Altopiano è raggiungibile con la nuova funivia Rosetta: un impianto moderno e veloce con cabine da 40 posti (aperta da dicembre a fine marzo).

Descrizione dell'escursione

L'escursione parte dalla stazione a monte della Funivia Rosetta, che si raggiunge in pochi minuti dal paese di San Martino di Castrozza con la cabinovia Colverde e la nuova funivia.
Dalla stazione a monte della funivia (2600 m) si scende al Rifugio Pedrotti alla Rosetta (chiuso nella stagione invernale) e si segue quindi il segnavia 709 attraverso i saliscendi dell'Altopiano fino al Passo Pradidali Basso, alla base del Ghiacciaio della Fradusta.

Da qui è possibile salire all'omonima cima, molto panoramica. Dal Passo Pradidali Basso si rientra alla funivia Rosetta per il medesimo itinerario.

Durata dell'escursione: 5 ore di cammino (7 ore con l'ascesa a Cima Fradusta)

Segnaletica: sull'Altopiano in inverno i cartelli segnaletici sono spesso nascosti dalla neve alta e l'orientamento può essere molto difficoltoso, specie in caso di nebbia. Si raccomanda di fare l'escursione accompagnati dalle Guide Alpine.

Punti di ristoro: gli unici punti di ristoro sono il panoramico ristorante-self service Quota 2000 al Colverde (tel. 0439 68168) e lo snack-bar Rosetta presso la stazione a monte della funivia.

Difficoltà: l'escursione è mediamente impegnativa, è necessaria una certa abitudine a camminare e ad orientarsi in montagna. Si raccomanda di fare l'escursione accompagnati dalla Guide Alpine o comunque di verificare prima la situazione di pericolo valanghe e le previsioni meteo.

Cartografia: Pale di San Martino - Fiera di Primiero (Kompass, foglio 622)
Pale di San Martino (Tabacco, foglio 022)
Parco Naturale Paneveggio - Pale di San Martino (Kompass)