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Molte sono le bellezze da visitare in questi luoghi dove la straordinaria eleganza della natura ci mette di fronte alle sue meraviglie. Di seguito vi proponiamo alcuni suggestivi esempi:
È il nome con cui è famosa la Foresta di Paneveggio,
una delle più pregevoli foreste di abete rosso delle Alpi, dove gli
alberi raggiungono altezze ragguardevoli ed il legname una qualità
pregevole. Qui cresce l’abete rosso da cui si ricava il legno di risonanza, dalle speciali caratteristiche armoniche.
I piu’ grandi maestri liutai lo usano da secoli per preziosi strumenti musicali ad arco.
La foresta e’ anche luogo ideale per una passeggiata, con le emozioni del ponticello sospeso sulla forra del torrente Travignolo e del branco di cervi che qui vive indisturbato. Da soli o con le guide del parco, si va alla scoperta dei segreti di questo bosco secolare.
Sono due piccoli specchi d’acqua a circa 2000 metri di altitudine. Nel 1970 i laghetti di Colbricòn passarono agli onori della cronaca grazie al casuale ritrovamento di selci lavorate da cacciatori, che circa 9500 anni fa salivano su questi monti per cacciare stambecchi e camosci.
Oggi sono una delle mete predilette da escursionisti e golosi: in questi boschi popolati da pini cembri, larici e pini mughi si possono infatti raccogliere i prelibati mirtilli neri.
Incastonata ai piedi delle Pale di San Martino, sovrastata delle vette del Mulaz e del Cimon della Pala, la Val Venegia è il fiore all'occhiello del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino. Il suo nome è legato a Venezia: all'epoca della Serenissima i tronchi di questi boschi raggiungevano con un lungo viaggio fluviale la città dei Dogi.
Boschi secolari, cime maestose con lunghe lingue di ghiaccio, malghe e pascoli lambiti dallo spumeggiante torrente Travignolo: è questa la Val Venegia, uno dei più deliziosi angoli delle Dolomiti, amata dagli escursionisti per gli incomparabili scenari e dai botanici per straordinaria ricchezza floristica.
Nell’estate 1998 la Val Venegia è diventata il set di "Mirka",
film diretto dall’algerino Rachid Benhadj con Vittorio Storaro autore
della fotografia, la scenografia di Gianni Quaranta ed un cast
d’eccezione: Gérard Depardieu nei panni del selvatico Strix,
l'avvenente Barbora Bobulova, il giovane talento italiano Sergio Rubini
e l’affermata attrice inglese Vanessa Redgrave.
Riserva integrale del Parco Naturale, l’altopiano è un ambiente assolutamente unico: 50 chilometri quadrati di nuda roccia, ad oltre 2500 metri di altezza, circondato da alte vette. Una distesa di conche, crepe, rilievi e doline, un paesaggio lunare da esplorare lungo una vasta rete di sentieri.
L’altopiano era l’estesa laguna al centro di un antico atollo:
le scogliere coralline sono quelle guglie che oggi gli alpinisti si
divertono a scalare. Il colore del corallo ritorna al tramonto, quando le Pale si tingono di rosso
e rendono così uniche e indimenticabili le Dolomiti. Innumerevoli sono
le escursioni sull’Altopiano, a cui gli impianti Colverde e Rosetta
danno comodo accesso.