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Prima di essere un movimento politico l’ASAR, l’Associazione Studi Autonomistici Regionali fu la massima espressione di un grande sentimento popolare che in Trentino diede una spinta fondamentale per porre la questione dell’Autonomia al centro del dibattito politico negli anni fra il 1945 al 1948.
La storia di questo movimento è oggi raccontata in un libro di Lorenzo Baratter, storico e ricercatore, direttore del Centro Documentazione e dell'Istituto Cimbro di Luserna.
L’opera, già presentata in una quarantina di località del Trentino nel corso dell'ultimo anno, è fondata su inedite ricerche archivistiche.
Nel volume Baratter spiega che la lotta dell’ASAR contribuì in modo decisivo non solo a creare le condizioni perché l’autogoverno fosse al primo posto nel dibattito politico locale e nazionale, ma anche a delinearne la fisionomia, le caratteristiche e le peculiarità.
In Trentino i massimi e più convinti interpreti di quella aspirazione non furono i partiti nazionali nelle loro espressioni locali, bensì più di centomila tra uomini e donne che insieme diedero vita ad un movimento originale, autonomista e territoriale.
L’ASAR non fu certo solo un movimento locale e la sua battaglia non fu limitata al contesto regionale. Uno degli aspetti meno conosciuti, che ne rafforzano la valenza politica, riguarda il fatto che esso fu promotore e regista di ampie alleanze con i principali movimenti autonomisti italiani, guidando battaglie comuni, contribuendo a rafforzare le istanze autonomiste e condizionando le scelte che i governi e i parlamenti andavano adottando in una fase cruciale: quella in cui veniva impostata l’architettura degli stati democratici che stavano risorgendo sulle ceneri del secondo conflitto mondiale.
All'opera è allegato un cd nel quale è possibile consultare alcune centinaia di documenti, parte di quelli consultati dall'Autore per la ricerca.