A spasso nella storia con la Signorina Else

Arthur Schnitzler e San Martino di Castrozza

Tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, San Martino di Castrozza era una località turistica molto amata oltre che dai pionieri dell’alpinismo anche dagli intellettuali della borghesia mitteleuropea, dal grande Sigmund Freud ad Arthur Schnitzler, figura di spicco della letteratura internazionale.

Proprio Schnitzler, scrittore, drammaturgo e medico austriaco, subì il fascino di questa piccola capitale alpina e dopo avervi trascorso diversi periodi di vacanza, la scelse come sfondo per uno dei suoi romanzi più famosi: La Signorina Else. Il libro è un monologo interiore che fa rivivere al lettore i turbamenti delle ultime ore di vita di Else, in vacanza con la zia a San Martino di Castrozza. Una storia da leggere tutta d’un fiato, magari seduti ad uno dei tavolini dei bar del centro, osservando, proprio come Else, lo spettacolare fenomeno dell’Enrosadira, “così bello che mi viene da piangere”.

L’hotel in cui si svolge la tragica storia, “un enorme castello incantato illuminato” immerso tra i prati e i boschi ai piedi del Cimon della Pala, oggi non esiste più, ma una passeggiata a San Martino di Castrozza, dove “l’aria è come champagne” , vi permetterà di immedesimarsi nei panni della giovane protagonista e respirare le stesse atmosfere che tanto colpirono i primi viaggiatori stranieri a cavallo dei due secoli.
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